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MEMORIA SITI RELIGIOSI

Il Monastero benedettino: tra fede e architettura

Monastero Benedettino Entrata

Un luogo simbolo della storia di Nicolosi è certamente rappresentato dal Monastero benedettino di San Nicolò la Rena cui nascita risale al XII secolo. Primitiva sede della Fondazione Benedettina di S. Nicolò la Rena il monastero ha alle spalle una storia importante legata ai monaci benedettini in Sicilia, i cui insediamenti risalgono al VI secolo. I monaci, dopo aver trascorso quasi due secoli presso il monastero di S. Leone, decisero di passare al cenobio di S. Nicolò l’Arena poiché sarebbe stato certamente più salutare e gradevole. Con il passare degli anni il monastero fu elevato ad abbazzia e divenne austero centro di vita monastica in cui soggiornavano uomini illustri. Il complesso inizio a decadere nel 1558 quando i monaci si trasferirono a Catania.

cortile ingresso del Monastero Benedettino
Prospetto piazzale del Monastero Benedettino – Ph. Alessandro Petralia

Quando la storia fece tappa a Nicolosi

Tanti importanti personaggi, quali la regina Eleonora D’Angiò che trascorreva la sua villeggiatura spirituale, il viaggiatore Johann Wolgang von Goethe e ancora il geologo Wolfgang Sartorius von Waltershausen fecero tappa al monastero per ammirarne la bellezza e assaporarne la pace, ma soprattutto poiché in esso era custodita la reliquia del Santo Chiodo, ben descritta all’interno de “Storia di Catania” del prof. Francesco Ferrara. 

Viaggiatori Di Passaggio dal monastero benedettino
La Regina Eleonora D’Angiò, il viaggiatore Wolfgang Goethe e il geologo Sartorius Waltershausen

Tra architettura e fede

Grazie al meticoloso lavoro di Eugenio Mazzaglia in “S. Nicolò la Rena il Vecchio” possiamo dettagliatamente conoscere la struttura architettonica che caratterizza il monastero benedettino. Un accesso principale caratterizzato da un volume a pianta rettangolare, con due passaggi sottolineati da archi in mattoni posti lungo il lato maggiore. All’interno e posta a destra, un’edicola caratterizzata da affreschi rappresentanti santi taumaturghi invitava il viandante alla preghiera. Il monastero è anche contraddistinto da un’importante architettura rurale articolata in due aree.

Monastero benedettino - Arcata in pietra lavica
Ingresso del Monastero benedettino San Nicolò – Ph. Alessandro Petralia

Quella nord, con uno spazio dedicato alla sequenza di vasche adibite alla pigiatura e alla fermentazione e quella a sud in cui la superficie era invece adibita allo svolgimento delle fasi propedeutiche. La disposizione di questi spazi sottolinea l’importanza dell’attività viticola svolta nel monastero. Affiancata al manufatto rustico la chiesa di prima fondazione, cui è stato recuperato il suo antico sacrato che pare sia stato anche il camposanto dei frati.

Il Monastero benedettino oggi

Fino al 2005 i ruderi dell’antico monastero erano un patrimonio privato. Oggi grazie all’acquisto e al recupero eseguito è sede del Parco dell’Etna, Ente che ha lo scopo di tutelare un patrimonio ambientale ineguagliabile, ovvero lo straordinario paesaggio che circonda l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa. Istituito con il Decreto del Presidente della Regione del 17 marzo del 1987, è stato il primo parco a essere creato in Sicilia.

Il Monastero benedettino: tra fede e architettura ultima modifica: 2020-06-11T11:00:00+02:00 da Redazione
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