Orazio Di Grazia, il ricordo dell' "uomo in bici" - itNicolosi

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Orazio Di Grazia, il ricordo dell’ “uomo in bici”

Orazio Di Grazia, il ricordo di un personaggio Fonte Facebook

Orazio Di Grazia, il ricordo di un personaggio Fonte Facebook

Un personaggio conosciuto nel capoluogo etneo e nell’hinterland catanese, il quale aveva scelto Nicolosi come luogo per disporre di un terreno che coltivava. Un uomo che incarnava la genuinità e la semplicità, attraverso il suo carattere e il suo stile di vita. Orazio Di Grazia è una figura rimasta impressa per molti/e abitanti del territorio etneo. La sua singolarità, nonché umiltà, ne hanno scolpito la memoria.

Il giro ciclistico organizzato per ricordarlo

Lo scorso 12 novembre, una domenica soleggiata, le realtà Salvaiciclisti Catania, Ruote libere, Critical Mass Catania hanno organizzato una pedalata. Essa, partendo da piazza Roma, ha ripercosso tutto il tratto quotidiano che Orazio Di Grazia attraversava, sino alla fine della sua esistenza. Egli viveva in via Nuovalucello, a Canalicchio, e ogni giorno si spostava in bici fino ai piedi di Nicolosi, nei pressi del cimitero, dove curava il suo terreno coltivando ortaggi, soprattutto patate. Un tragitto di 14 km con 600m di dislivello che Orazio percorreva quotidianamente, senza provare alcuna stanchezza. I/le cicloattivisti/e, appena giungono alla dimora di Orazio, riescono a trovare il fratello Concetto. Questi esprime gratitudine per l’iniziativa tenutasi in memoria dell’ uomo in bici. Una passeggiata ciclistica tenutasi per ricordare Orazio a 15 anni dalla morte, avvenuta il 4 novembre 2008, nonché per rammentare i 100 anni della sua nascita.

Il terreno di Orazio Di Grazia
Il terreno nei pressi di Nicolosi dove Orazio Di Grazia coltivava i suoi ortaggi ph Alberto Torregrossa

Orazio di Grazia, chi era

Nato nel 1923 a Linera, da padre carrettiere e madre sarta, in una famiglia con cinque figli maschi, sin da bambino ha conosciuto cos’è il sacrificio. Già da piccolo desiderava una sua bici, iniziando a salirvi all’età di 8 anni su quella del fratello maggiore di cinque anni. Il lavoro, come consegna del latte a domicilio, sin da fanciullo, era la motivazione che lo spingeva a fare sacrifici per poter comprare una bici per sé. Infatti, la madre provvedeva solo per l’occorrente per il lavoro. Man mano Orazio riusciva a procurarsi gli elementi per la bici, per poi comprarne una vera e propria.

Agli inizi degli anni ’40, da ragazzo, aveva una relazione sentimentale con Graziella. Un amore profondo e sincero, ostacolato dal padre di lei. Orazio fu mandato ad arruolarsi, mentre era sul fronte scriveva lettere all’amata a cui mai erano arrivate. Il padre di Graziella le disse che era morto, affinché lei sposasse il cugino ricco che lui aveva prestabilito. Finita la guerra, Di Grazia tornò e trovò la donna amata sposata. Aveva capito che era addolorata a causa di questo amore ostacolato, quindi di lì a poco si lasciò andare, privandosi del cibo e lasciandosi morire. Orazio Di Grazia, invece, ha vissuto questo con rassegnazione. Pertanto ha dedicato la sua intera esistenza alla passione per la bicicletta.

Orazio Di Grazia e il percorso che faceva
Il ripercorrere la tratta che faceva lo ha onorato ph Alessio Marchetti

Il percorso del figlio dell’Etna

Orazio, sia con la sua bici sia col triciclo, vendeva i suoi ortaggi, coltivati nel terreno di Nicolosi, soprattutto patate. Prodotti di Madre Natura veramente genuini, senza trattamenti chimici, che le persone compravano manifestando a lui gratitudine. Di Grazia per quarant’anni, avendo fatto il militare prima, il finanziere poi, ha percorso con l’amata bici 1412 km, ovvero da Catania a Bolzano e viceversa. Impiegava in tutto 12 giorni per arrivare e altrettanti per tornare; dormiva sotto le piante col sacco a pelo. Tutto ciò anche in condizioni meteorologiche avverse: raccontava che una volta da Messina a Bologna pedalò per otto giorni con pioggia fitta!

Orazio Di Grazia aveva un sogno: fare il giro del mondo in bici! Ma, poiché si tratta di un’impresa davvero ardua e l’uomo non conosceva le strade, egli ha percorso talmente tante volte in otto mesi la tratta Catania-Enna (106 km) da aver potuto dire di aver girato il mondo! Altro tragitto che spesso Orazio compieva era quello dalla Piana di Catania fino ai due obelischi della città. Di Grazia era un orologio vivente, ogni giorno effettuava lo stesso percorso agli stessi orari. Quando le persone lo incontravano, in rapporto agli spostamenti conoscevano che ore erano in quel momento. La sua alimentazione consisteva soprattutto in cibi vegetali, con poca carne. Spesso, durante i suoi percorsi, mangiava qualcosa. Da ricordare pure l’incontro con Gino Bartali, in Valtellina, che lo emozionò tanto.

Orazio Di Grazia, un uomo di altri tempi

Negli ultimi anni, ultraottantenne, non era più nelle condizioni fisiche per poter pedalare. Gli sforzi eccessivi lo avevano logorato, considerando che portava con la bici un carico pesante, con gli strumenti per il lavoro in campagna. Specialmente l’età ha inciso verso il declino fisico. Un atteggiamento stoico verso la vita, con un’elevata predisposizione al sacrificio anche quando non era più necessario. Orazio Di Grazia aveva capito che il cosiddetto progresso accelerato, incentrato sulla vita frenetica, il modello autocentrico, la tecnologia e tanto altro, è deleterio e mortifero. Per tale ragione egli ha rifiutato tutto ciò, continuando a restare nel suo mondo caratterizzato dalle piccole cose, oltre che dalla bici.

C’è chi lo guardava con ammirazione, chi con stupore, chi lo considerava bizzarro. Ma Orazio Di Grazia ha mantenuto la coerenza col suo stile di vita fino all’ultimo, rimanendo una persona genuina. Un uomo di sani principi, umile e generoso, che ha conservato la parte sana dell’essere umano, quella fatta di spontaneità. Poiché il modello dominante induce la persona media ad essere meccanica e a bloccare ogni gesto genuino, chi preserva la sua autenticità va in controtendenza . Gli uomini e le donne d’un tempo, come Orazio Di Grazia, in vita hanno mantenuto la loro spontaneità, nonostante i condizionamenti sociali che hanno vissuto e la ferocia del cosiddetto progresso. Su Youtube è disponibile il documentario La bici sotto il vulcano, in cui il ciclista etneo è stato intervistato prima della scomparsa.

Orazio Di Grazia, il ricordo dell’ “uomo in bici” ultima modifica: 2023-12-02T09:00:00+01:00 da Angela Strano

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