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NOI NICOLOSITI STORIE

8 Marzo, festeggiamo la donna. La storia di Agata

Intervista Con Agata Mazzaglia

Oggi 8 Marzo, in occasione della Festa della Donna, ho il piacere di raccontarvi una storia, una delle tante ma non una qualsiasi. La storia della quarantenne nicolosita Agata Mazzaglia. Una donna che ha vissuto e che ha costruito la sua vita passo dopo passo, tra alti e bassi, che ha detto si alla vita sempre e comunque. Una donna che ha saputo fare del suo sogno la sua professione.

L’infanzia di Agata

Ciao Agata, parlaci di te. Dove nasci, chi sono i tuoi genitori?

Nasco a Catania il 17 settembre del 1975, negli anni dei figli dei fiori. Anni importanti per quanto riguarda il “diritto di famiglia”. Un numero, il 17, che ritorna sempre nella mia vita. Primogenita e figlia unica di Antonio e Angela, una coppia assodata in tutto nei momenti felici ma soprattutto nei momenti difficili. Come mi è stato detto rispecchio molto i miei genitori e spero di poterlo fare sempre. Mi reputo fortunata per aver avuto loro come genitori, per gli insegnamenti e per i tanti no che mi hanno aiutato a crescere. 

Attraverso gli occhi di Agata si può capire con quanto orgoglio lei descriva i genitori, ma soprattutto il grande senso della famiglia che è dentro di lei.

Mio padre mi ha sempre insegnato il significato della parola sacrificio, invogliandomi a lottare per ciò che desidero. Mi ha sempre seguito in tutto e per tutto fino alla fine dei suoi giorni, anche quando stava davvero male. Mia madre, invece, essendo andata via prima di papà è stata un Angelo speciale e l’ho sempre sentita vicina, nonostante purtroppo così non fosse. Lei è stata la mia confidente, la mia migliore amica… il mio tutto. Mi ha sempre lasciata libera di scegliere e di sbagliare.

C’è un ricordo d’infanzia al quale ti senti legata?

I miei genitori mi hanno fatto vivere un’infanzia tranquilla e serena, ricordo davvero tante gioie in famiglia. In particolare un episodio legato alla Chiesa. Da piccola ero una bambina talmente tranquilla che attendevo che fossero gli altri a fare sempre il primo passo nei miei confronti. In una delle tante messe, a cui partecipavo con grande piacere, è venuta a cercarmi una bambina che si è rivelata essere una grande amica di vita. 

Agata E I Suoi Genitori
Agata con i genitori Antonino e Angela – Archivio Privato

8 Marzo: la storia di una donna tra scuola, sogni e difficoltà

Maturata con ottimi voti all’Istituto Magistrale, Agata, prosegue il suo percorso accademico alla facoltà di Giurisprudenza. Nel corso del tempo però si rende conto che questo non la soddisfa e capisce che l’insegnamento è la sua strada. 

All’Istituto Magistrale ho avuto ottimi insegnanti e con alcuni di loro si è instaurata una grande stima reciproca. Ero in un indirizzo sperimentale che oggi prende il nome di Liceo Socio psico Pedagogico, dove si studiava più matematica proprio per la preparazione all’insegnamento. Dopo aver dato diverse materie a giurisprudenza l’illuminazione per l’insegnamento. Mi iscrivo così al corso di laurea in Pedagogia a Scienze della formazione. Nel frattempo, studio per il concorso Insegnanti anche se la prima volta non è andato a buon fine. Solo nel 2000 dopo averci riprovato riesco a superalo a pieni voti. 

A causa dei vari governi nazionali la graduatoria che vedeva Agata vincitrice si blocca. La nostra insegnante non molla e nel 2005 inizia a insegnare in un Istituto scolastico paritario di suore orsoline, gestito da laici. Un percorso d’insegnamento che dura ben 8 anni.

Qui realizzo anche un sogno di mia madre “insegnare”. Ricordo che mi regalò una bellissima cartella in cuoio. Nonostante non fossi retribuita il valore dell’esperienza e del sentirmi in una famiglia mi ha gratificata tantissimo. Ricordo bene il dirigente Antonino Abate o la coordinatrice Antonina, entrambi scomparsi troppo presto. Loro mi hanno fatta sentire a casa per tutto il tempo. La mia prima classe fu una terza elementare. Una classe con storie di vita importanti. Questo mi ha fortificato e fatto crescere davvero molto. 

Festa della donna -  Agata Mazzaglia
Agata piena di gioia dopo la discussione della tesi all’Università di Messina – Archivio Privato

Il viaggio di una meridionale

Il percorso di Agata non si ferma qui. Nel Maggio 2014 porta il proprio punteggio nella graduatoria di Modena. Ad agosto dello stesso anno la chiamata per un contratto di ruolo il 1° settembre.

Vengo contattata dalla segretaria del provveditorato di Modena per prendere il ruolo a settembre. Beh, li ho pianto, una gioia che non riuscivo e non riesco tutt’oggi a spiegare. Il mio viaggio per Modena fu una vera a propria avventura.

Le difficoltà per arrivare a Modena furono tante e troppe. Essendo un periodo in cui molti meridionali partono per il nord c’era poca disponibilità per voli e viaggi in treno in partenza da Catania. Alle 4 del mattino del 30 Agosto mio padre mi porta a Messina per prendere il traghetto per arrivare a Villa San Giovanni. 

A questo punto della nostra conversazione l’emotività di Agata prende il sopravvento. Con le lacrime agli occhi e la voce tremolante mi racconta le sue emozioni. Una Sicilia che si trovava a traghettare. I sogni di tante persone erano lì pronti a prendere il mare alla ricerca della felicità.

Tante storie, tanti padri… tante famiglie. Mezzi angusti per andare a Bologna e poi arrivare a Modena, esattamente a Concordia sulla Secchia. Li a settembre firmo il mio primo incarico di ruolo. Settembre 2015 chiesi il trasferimento a Carpi. Mi venne assegnata una classe sperimentale, una quinta con 27 alunni e di cui 12 stranieri. Insegno Inglese, Scienze e Matematica.

Non è stato facile perché ho dovuto anche combattere con il classico pregiudizio rivolto ai meridionali. Nel 2016 lo Stato dà i posti in deroga su sostegno e quindi rientro a casa. Vengo assegnata al Circolo didattico G. Fava di Mascalucia dove tutt’ora insegno. Il percorso su sostegno non è stato facile ma ho imparato a saper gestire le difficoltà che mi si sono presentate. 

Festa della donna - Agata Ed Emanuela
Agata ed Emanuela durante il progetto Coding e Robotica promosso da INDIRE – Archivio Privato

Hai fatto parte di un importante progetto, ci vuoi raccontare di cosa si tratta?

Una premessa. Nel 2017 faccio i quiz ed entro all’università di Messina per la Specializzazione su Sostengo dove raggiungo il titolo a pieni voti, nel giugno 2018. Bellissimi ricordi legati alla specializzazione laboratori interdisciplinari e innovativi. Nel 2019 con l’appoggio della dirigente scolastica la prof.ssa Gabriella Capodicasa io e Emanuela Adiri aderiamo al bando di INDIRE.

Siamo tra le 25 coppie scelte in tutta Italia, prime in Sicilia. Un progetto di Coding e Robotica educativa. La collega Emanuela, che saluto, una bellissima persona con cui ho avuto il piacere di condividere questo importante lavoro di coppia. Un progetto che si è chiuso online per via del covid-19.

8 Marzo: essere donne oggi e il messaggio di Agata

La donna oggi, com’è cambiata nel corso del tempo? Ha ancora degli svantaggi?

Beh, la società è molto più aperta oggi. Anche la donna deve imparare a valorizzarsi e a farsi valere. Oggi abbiamo una grande problematica legata al femminicidio. Bisogna denunciare, parlarne e non mostrare debolezza anche se il debole è chi commette e non la vittima. Saper dire di no è importante. Ribellarsi, nei modi giusti, serve a far capire all’altra parte che hai carattere.

festa della donna - Agata Mazzaglia
Il sorriso di Agata – Archivio Privato

Che messaggio ti piacerebbe mandare oggi 8 Marzo in occasione della Festa della Donna?

Alle giovani di oggi dico di essere Determinate, Caparbie. Perseguite l’obbiettivo senza farvi sviare dagli amici o dalle storie d’amore che state vivendo in quel momento. Sono felicemente sposata con Andrea, ma questo non ha impedito ai miei sogni di realizzarsi. Continuate a credere in quello che volete essere nel futuro. Ricordate l’età non conta, bisogna avere sempre degli obbiettivi, perché questo ti fa vivere!

Una vita vissuta tra mille difficoltà. L’importanza di fallire e rialzarsi. La forza di una donna che non ha mai smesso di credere in se stessa e nel suo sogno. Questa è la donna: un contenitore di forza, caparbietà e fragilità. Bisognerebbe festeggiarla sempre e non solo l’8 Marzo.

Auguri ad Agata e a tutte le donne.

8 Marzo, festeggiamo la donna. La storia di Agata ultima modifica: 2021-03-08T08:30:00+01:00 da Vincenzo Zocco

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